Investire in Buoni Fruttiferi conviene? Pro, contro e alternative

Conviene oggi investire in buoni fruttiferi postali? Quali sono le caratteristiche di questi prodotti, che continuano ad essere tra i più popolari strumenti di risparmio in Italia, soprattutto tra i piccoli risparmiatori?

Può davvero avere ancora senso investire il proprio denaro in questo tipo di strumenti, ora che da casa, tramite il trading online, abbiamo la possibilità di investire praticamente in ogni tipo di titolo possibile e immaginabile?

Come si colloca l’investimento in buoni fruttiferi postali rispetto a quanto viene offerto, ad esempio, da broker come Investous (qui per testarlo in demo gratis da subito), broker di grandissima qualità che ti consente l’acquisto di qualunque tipo di titolo presente oggi sulle migliori borse del mondo.

Ma Investous non è tutto. Per investire in borsa online esistono altre piattaforme testate e consigliate dal team di Investireinborsa.org? Quali sono? Eccole qui sotto!

Nella guida di oggi dunque ci occuperemo proprio di andare a vedere se e quando investire sui buoni fruttiferi può essere conveniente, per renderci conto, ancora una volta, di chi e cosa abbiamo davanti, sempre tenendo conto di quelle che sono le possibili necessità di ognuno quando parliamo appunto di investimenti.

Di cosa dovremo parlare in questa guida sui buoni fruttiferi postali

Ci sono diversi argomenti che dovremo necessariamente toccare mentre si parla di buoni fruttiferi postali.

  • Cosa sono e come funzionano i buoni fruttiferi postali: perché oggi ci sono molti, anzi moltissimi, a pensare di sapere come funzionano i buoni fruttiferi postali, senza poi in realtà avere effettivamente contezza di cosa si va ad acquistare;
  • La sicurezza dei buoni fruttiferi postali: sono davvero prodotti sicuri come dicono? Oppure siamo davanti all’ennesima mistificazione che però ha pochissimi legami con la realtà?
  • I rendimenti dei buoni: quanto può rendere un buono di questo tipo? A quali vincoli dobbiamo sottostare per portare a casa dei rendimenti che, anche alla lontana, potrebbero apparire come interessanti;
  • Convenienza: per chi potrebbero essere convenienti questi strumenti nello specifico?
Investire in buoni fruttiferi - IMG by ©Investireinborsa.org
Conviene oggi investire in Buoni fruttiferi? Analisi e la nostra opinione a riguardo

Sono questi gli argomenti lungo i quali si muoverà la nostra guida, sempre tenendo conto del fatto che dovremo anche paragonare questo tipo di strumenti a quelli che oggi il mondo del trading online ti porta fin dentro casa.

Come fa eToro con i suoi più di 2.000 titoli, broker di grande qualità che permette a tutti, anche a chi ha poche centinaia di euro da investire, di accedere a tutti i principali mercati del mondo.

Perché abbiamo deciso di paragonare i buoni fruttiferi postali a strumenti che, almeno nella vulgata, dovrebbero essere più indicati per chi ha già una certa esperienza sui mercati? Perché oggi il mondo del trading è diventato assolutamente orizzontale e democratico e tutti possono accedervi.

E perché non vale più la scusa che siccome le Poste sono ovunque, debba essere naturale per chi vive in Italia investirci. Soprattutto quando i prodotti che offrono, come vedremo, sono tutto fuorché convenienti.

E basterebbe davvero poco per accorgersene, perché appunto oggi broker che sono anche tarati sulle necessità di chi investe possono offrire davvero tanto di più.

Come puoi renderti conto aprendo un conto demo con IQ Option (è GRATIS), broker che permette addirittura di investire a partire da soli 10 euro.

Cosa sono e come funzionano i buoni fruttiferi postali?

I buoni fruttiferi postali hanno il pregio di essere quantomeno semplici. Si tratta di titoli che si possono acquistare da Poste Italiane, ormai in diverse forme e con diversi vincoli, che alla scadenza restituiscono il capitale versato e l’interesse maturato.

Funzionano praticamente come delle obbligazioni senza cedola, che allo scadere del titolo ti riaccreditano sia quanto hai versato, sia quanto hai maturato in forma di interessi.

Difficile forse trovare un titolo dal funzionamento così semplice. Con una semplicità che unita all’ubiquità di Poste Italiane, ha reso (purtroppo), questo tipo di titoli molto, molto diffusi.

Perché diciamo purtroppo? Perché siamo assolutamente certi e sicuri del fatto che ci sia molto di meglio in giro sul quale investire, anche se uno degli elementi fondamentali dovesse essere la semplicità.

E non vogliamo che tu ti fidi ciecamente di quello che stiamo dicendo.

Aprendo una demo con uno qualunque dei broker che abbiamo scelto per te e inserito nella tabella potrai renderti conto da solo di quali enormi possibilità oggi hai effettivamente a disposizione accedendo ai mercati.

I buoni fruttiferi postali sono sicuri?

Sono sicuri tanto quanto le obbligazioni italiane. Perché sono garantite dallo stesso ente.

Questo vuol dire che quando investi in buoni fruttiferi postali stai, grosso modo, correndo gli stessi rischi che correresti andando ad investire sulle obbligazioni italiane.

Non sono tanti, è vero, ma non sono neanche pochi. Anzi, le obbligazioni italiane sono notoriamente tra le più rischiose tra quelle che vengono offerte dagli stati Europei.

Con un ma. Perché se è vero che tutti conoscono la rischiosità delle obbligazioni italiane, per i buoni fruttiferi postali sembrano fare tutti spallucce. Come se fossero più sicuri.

Cosa che invece, appunto, non sono.

NOTA: puoi renderti conto del rapporto tra rischio e rendimento anche soltanto investendo con una demo gratis come quella di Trade.com, che ti permette di accedere, tra le tante cose, anche a mercati molto tranquilli. E ti renderai conto di come il rischio vada comunque retribuito.

Cosa che con i buoni fruttiferi postali non avviene. O meglio, non avviene secondo quelle che sarebbero le giuste proporzioni.

I buoni fruttiferi postali: se rendono qualcosina, sono a lunga scadenza. Altrimenti meglio il materasso

I buoni fruttiferi postali, e questo è il secondo aspetto del problema secondo noi insormontabile di questo tipo di prodotti, hanno dei rendimenti davvero troppo bassi.

Parliamo di pochi decimi lordi percentuali per i buoni con dei vincoli temporali molto brevi, come il 3×2. Se vogliamo superare il rendimento dell’1% annuo lordo, dovremo orientarci verso prodotti come il 4×4, ovvero un prodotto che permette, su un arco di 16 anni, di avere 4 finestre, una ogni 4 anni, per ottenere indietro il capitale e incassare gli interessi maturati fino a quel punto.

Siamo davanti a rendimenti RIDICOLI per un prodotto che appunto condivide lo stesso livello di rischio con le obbligazioni italiane.

Obbligazioni italiane che almeno hanno la decenza, su archi temporali così lunghi, di offrire dei rendimenti (fissati dal libero mercato), più alti.

E invece con i buoni fruttiferi postali siamo ancora una volta punto e a capo, perché Poste, sfruttando la popolarità del suo marchio, continua a piazzare buoni che hanno rendimenti molto più bassi delle obbligazioni pur condividendone il rischio.

Una follia totale.

Di quelle comunque che potrai verificare con i tuoi occhi, comparando il piano che ti viene offerto dai buoni fruttiferi postali con qualunque asset a basso rischio presente su uno dei broker che consigliamo.

Prova qui con la demo gratuita di Investous (clicca qui per scoprirla ed ottenerne una), broker di grande qualità che permette davvero a tutti di accedere ai mercati che contano, senza lasciare la propria vita finanziaria in mano a Poste Italiane.

Andrebbe poi aperto un capitolo separato per quanto riguarda i rendimenti dei prodotti a breve scadenza. Siamo allo 0,30% lordo. Una miseria, se non vale il rischio neanche alla lontana.

I buoni fruttiferi postali godono di una fiscalità di favore

Un vantaggio c’è. È inutile negarlo. Lo Stato, per motivi che a noi sono particolarmente oscuri, equipara i buoni fruttiferi delle Poste alle obbligazioni dei paesi in White List, una decisione che mette Poste Italiane in posizione di vantaggio rispetto ad altri intermediari e che ovviamente finisce per distorcere il mercato.

Quello che però ci interessa in questa circostanza è sottolineare come appunto i buoni fruttiferi postali siano effettivamente tassati al 12,5%. Il che vuol dire che del lordo rimane in tasca qualcosina di più.

È necessario muoversi verso i Buoni Fruttiferi per questo motivo? Assolutamente no. Questo calcolo deve essere inserito all’interno di un’equazione sicuramente più complessa, che tiene conto dia altri fattori come il rendimento medio atteso.

E questo puoi farlo, anche pre-tassazione, paragonando quello che ottieni investendo con i Buoni Fruttiferi Postali con quanto viene offerto dai mercati invece più aperti agli investitori.

Come puoi fare aprendo una demo gratis con Trade.com, broker di grandissima qualità che permette davvero a tutti di investire sui migliori mercati.

Quei mercati che possono offrire sicuramente rendimenti più interessanti rispetto ai buoni fruttiferi postali.

I buoni fruttiferi postali? Sono poco liquidi, non dimenticarlo mai

Che intendiamo dire? Intendiamo dire che si tratta di prodotti finanziari che non possono essere ceduti a terzi e che dunque sono nominali.

Nel caso in cui dovessi avere la necessità di avere indietro il capitale che hai investito, non avrai altra alternativa che cambiare il buono in Posta. Perdendo gli interessi maturati fino a quel momento, quando sia questo disponibile.

Anche questo è, almeno a nostro modo di vedere le cose, un problema. Perché appunto le nostre necessità possono essere mutevoli, così come può diventare estremamente più conveniente andare ad investire in altro, mutate le condizioni dell’economia generale.

Investendo in altri tipi di titoli, come quelli che vengono offerti dai broker CFD di qualità come eToro (puoi andare qui per la demo gratuita) puoi invece liberarti del tuo investimento in qualunque momento vorrai.

E’ bene ricordare, inoltre che eToro permette di investire sulle azioni senza leva – insomma vere e proprie azioni reali (NO CFD) con commissioni azzerate – puoi approfondire qui.

No, i buoni fruttiferi postali non sono convenienti davvero per nessuno

Quella che andremo a definire tra poco è un’opinione sicuramente minoritaria in Italia, paese che continua ad essere innamorato dei prodotti postali senza una causa apparente.

Non riteniamo che i buoni fruttiferi postali possano essere ritenuti convenienti, perché appunto incorporano i problemi che abbiamo appena elencato nel corso della nostra guida:

  • Rendimenti: sono davvero troppo bassi, anche a fronte di un tipo di investimento che in molti riterranno come sicuro;
  • Liquidità: avere in cassa un buono fruttifero postale vuol dire avere come unico interlocutore Poste Italiane. Che può dettare le sue condizioni. Se dovessero servirci i soldi investiti prima della scadenza, dovremmo per forza di cosa perdere poi quello che abbiamo maturato;
  • Scomodità: avere a che fare con le Poste, nel 2020, non è sicuramente facile come aprire il proprio PC o smartphone cominciare a fare trading su questo o quel titolo;
  • Impossibilità di cogliere le occasioni: come le azioni di una determinata azione, o ancora di altri tipi di asset che stanno magari affrontando un momento di forte rialzo.

Per tutti questi motivi riteniamo che i buoni fruttiferi postali devono essere considerati come poco convenienti, anche per quegli investitori che ritengono che questo tipo di prodotti siano necessari, perché sicuri.

Scegliere uno qualunque dei broker che abbiamo inserito nella tabella vuol dire avere la possibilità di costruirsi dei portafogli proprio con lo scopo di ridurre i rischi, avvicinandoli a quelli dei buoni fruttiferi postali.

Fermo restando che i rendimenti che si potranno ottenere saranno sicuramente molto, molto più interessanti.

I buoni fruttiferi postali: obbligazioni col coperchio di poste, che trattiene buona parte dei rendimenti

In realtà dovremmo cominciare a considerare i buoni fruttiferi postali come dei prodotti molto affini alle obbligazioni italiane, con le quali appunto condividono ogni tipo di rischio.

Quello che però le Poste in genere non ti raccontano è che in realtà nonostante siamo davanti ad un’obbligazione almeno a livello di rischio, i rendimenti sono comunque più bassi.

Quindi vuol dire che a fronte di un rischio di non essere rimborsati che è molto vicino al rischio insito nelle obbligazioni italiane, i buoni fruttiferi postali continuano a rendere molto meno.

Sicuro che ti convenga scegliere questo tipo di prodotto? Oppure pensi che sia ora di dare un’occhiata a strumenti di trading più avanzati, come quelli offerti da IQ Option (qui per testarlo in demo), broker di grandissima qualità che permette appunto a tutti di investire davvero come fanno i professionisti, pur se hai anche soltanto 10 euro da investire.

Opinioni finali e conclusioni sull’investimento in Buoni Fruttiferi Postali

Non abbiamo mai preso in considerazione la possibilità di investire in buoni fruttiferi postali.

Possiamo davvero dire che non ci sono le condizioni per anche soltanto prendere in considerazione questo tipo di prodotto, un prodotto che, almeno a nostro modo di vedere le cose, non ha nulla di interessante per chi investe.

C’è molto di meglio sui mercati, motivo per il quale continueremo, per i nostri lettori, a indagare, recensire e indicare le possibili alternative.

Oggi investire in Posta non conviene più, ammesso che lo sia mai stato.

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