Conviene Investire Durante la Guerra Oggi? Strategie 2026

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Conviene investire durante la guerra oggi? Sempre più investitori continuano a porci questa domanda e dato l’interesse altissimo sul tema abbiamo deciso di approfondire. Durante conflitti economici e politici, cercare di comprendere su quale asset puntare e quale strategia utilizzare non è di certo semplice. Storicamente, i mercati tendono a reagire con violenta volatilità nelle fasi iniziali, scontando incertezza e rischi.

Analizzare i principali settori rifugio e comprendere a pieno le dinamiche geopolitiche diventa quindi essenziale per proteggere il proprio capitale, nei limiti del possibile. Oggi più che mai la prudenza deve necessariamente essere accompagnata da una visione analitica dei mercati. Nulla può essere lasciato al caso. Decidere se entrare, o restare a guardare, è una scelta delicata. Cerchiamo di capirne di più.

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Su cosa investire durante la guerra?

Quando soffiano venti di guerra, la prima reazione degli investitori professionisti è cercare di mantenere la calma. Il tutto studiando attentamente i mercati e valutando su quali strumenti finanziari esporsi per strutturare valide strategie di investimento. Identificare gli asset ideali non significa più cercare solo il profitto, ma anche preservare il proprio potere di acquisto.

In basso, trovi le asset class più adocchiate durante periodi di guerra.

Materie prime

Di norma, il petrolio ed il gas naturale (vai qui per investire) sono i primi a reagire (proprio come accaduto durante gli scontri e la chiusura dello stretto di Hormuz). Le guerre coinvolgono infatti molto spesso Paesi produttori, grandi esportatori, o rotte commerciali strategiche. Oltre agli energetici, non vanno sottovalutate materie prime agricole (si pensi ad esempio al mais, o al grano), che vengono definita “soft commodities”. Le stesse possono infatti subire shock di offerta repentini.

Metalli preziosi

L’oro (scoprilo qui) rimane storicamente il bene rifugio per eccellenza, soprattutto in tempi di squilibrio e di allerta. Quando i mercati tradizionali vacillano, molti investitori (soprattutto in passato) si riversano sul gold. In tempi di svalutazione monetaria e di incertezza geopolitica (molte volte i due fattori si mostrano in combinazione), l’oro funge da copertura contro l’inflazione e il collasso dei mercati azionari. Regole queste di certo non scritte, ma basate sulla storicità dei dati.

Settore difesa e aerospazio

Per gli investitori che sono propensi ad esporsi su titoli azioni e ad investire durante la guerra, le azioni del settore difesa e aerospazio (accedi qui al listino) potrebbero rappresentare una buona opportunità. L’aumento della spesa pubblica per il riarmo favorisce in modo diretto le aziende che producono tecnologie militari, sistemi di difesa missilistica, infrastrutture di sicurezza informatica ed altri segmenti similari. Diversi esperti inseriscono questi titoli nel portafoglio proprio durante conflitti.

Titoli di Stato a breve termine

I titoli governativi di Paesi stabili (possiamo ad esempio citare i Treasury USA, così come i Bund tedeschi) offrono molto spesso un porto “sicuro” dove poter parcheggiare la liquidità in attesa che la tempesta passi. Garantiscono infatti un rendimento minimo, a fronte di un rischio di default quasi nullo. Per via dei bassi rischi, le percentuali di ritorno potrebbero quindi essere davvero esigue e questa scelta potrebbe non essere ideale per coloro alla ricerca di maggior ROI.

Bitcoin e criptovalute

Anche le criptovalute possono essere considerate negli investimenti durante periodi di guerra? Sì, ma non tutte. Il focus resta ovviamente sulle due coin più capitalizzate, ossia Bitcoin ed Ethereum. Il loro ruolo resta in ogni caso molto complesso, dato che per molti esperti si comportano spesso a metà tra un bene rifugio ed un asset ad alto rischio.

Durante crisi valutarie, che accompagnano molte volte le guerre, il BTC può fungere da protezione contro la svalutazione delle monete locali. Da non sottovalutare, anche l’importante ruolo dei protocolli di finanza decentralizzata, i quali possono offrire rendimenti in grado di contrastare l’inflazione, seppur con rischi da dover tenere a mente.

Come investire durante la guerra?

Per ora tutto chiaro, ma come investire durante la guerra? Le procedure da seguire non si discostano in realtà da quelle legate ad investimenti durante periodi di pace. In basso abbiamo indicato un rapido vademecum che potresti tenere a mente:

  1. registrazione su un broker (vai qui): è sufficiente andare sulla pagina ufficiale ed inserire i propri dati personali, ossia un indirizzo di posta elettronica ed una password (ricorda altresì di verificare l’identità tramite la procedura KYC);
  2. carica un deposito: ad oggi puoi investire in tempi di guerra anche partendo da importi relativamente esigui, come ad esempio 50 euro (deposito minimo presente su eToro);
  3. cerca gli asset di interesse: sulla base dei tuoi studi e considerando quanto espresso in precedenza dagli esperti, è possibile selezionare lo strumento finanziario direttamente nel listino dei mercati (possono essere materie prime, metalli, azioni, ETF, criptovalute e così via);
  4. attualizza l’investimento: decidi la quantità di capitali da allocare, setta la tipologia di ordine e procedi con l’apertura dello stesso.

Quanto alle modalità, esistono ad oggi diverse possibilità. Puoi investire su azioni e criptovalute in modo diretto (diventando possessore fisico), oppure utilizzare i più moderni strumenti derivati. I CFD, ad esempio, garantiscono una doppia operatività: al rialzo (si punta sull’aumento del prezzo), o al ribasso (si punta sulla diminuzione del prezzo).

Dove investire durante la guerra?

Non tutti i canali di investimento sono uguali e non tutti erogano gli stessi vantaggi. Consideriamo ad esempio gli investimenti durante la guerra tramite banche e Poste Italiane. Pur rappresentando istituzioni solide, gli investitori sono soggetti a costi esorbitanti. Le commissioni su ogni singolo eseguito sono considerevoli e molte volte ci si trova a fare i conti con piattaforme complesse da utilizzare, soprattutto per un piccolo retail.

Dove investire durante la guerra
Dove investire durante la guerra

Per questi motivi, i luoghi più adatti per investire durante la guerra sono proprio i broker online. Gli stessi non hanno costi fissi sull’eseguito ed applicano solamente bassissimi spread (scarto tra valore di acquisto e valore di vendita dell’asset). Offrono altresì piattaforme facili da utilizzare, con conto demo gratuito e con tanti servizi integrativi (fondamentali per esaminare i mercati durante conflitti e periodi complessi).

In basso, subito la tabella con le migliori piattaforme per investire durante la guerra:

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Le proposte indicate sono tutte regolamentate e professionali. Dispongono di listini completi, altamente diversificati e validi per esporsi su decine e decine di strumenti finanziari.

Strategie per investire durante la guerra

Esistono in realtà diverse strategie, sia operative che funzionali, che abbiamo deciso di approfondire nel corso delle righe successive. Un errore molto spesso commesso, soprattutto da chi è alle prime armi, è quello di seguire il panico di mercato e di orientarsi proprio dove tutti gli investitori si orientano. Diversamente da ciò, per cercare di ottenere risultati, è bene crearsi proprie tecniche operative e pensare con la propria testa.

L’importanza del value contrarian

Rappresenta una delle strategie più controverse ed al contempo basilari. La stessa prevede infatti l’acquisto di aziende con bilanci solidi e che vengono letteralmente svendute durante il panico bellico. Molte multinazionali leader di mercato perdono infatti il loro valore solamente per “contagio” psicologico. Scontano in altri termini la paura e la preoccupazione degli investitori, anche se in realtà tutte le metriche restano solide.

Questo meccanismo permette quindi di comprare quote di grandi aziende a prezzi di saldo e di strutturare un portafoglio con prezzi scontati. Tecnica più volte utilizzata anche da grandi investitori storici durante precedenti conflitti e che hanno permesso a molti di ottenere performance colossali nei periodi successivi alla guerra.

La diversificazione multi-asset

Non puntare tutto su un’unica carta. Un portafoglio bilanciato durante la guerra dovrebbe contenere un mix di:

  • 40% Azionario (settori difensivi: farmaceutico, utility, beni di prima necessità);
  • 30% Obbligazionario (titoli di stato e obbligazioni corporate investment grade);
  • 15% Materie prime e oro (alcuni investitori prendono in considerazione anche partecipazioni in Bitcoin);
  • 15% Liquidità o strumenti monetari.

Diversificare il portafoglio ti permette essenzialmente di diluire la componente del rischio. Il peso di una posizione errata (ossia in perdita), in un paniere collettivo di più operazioni corrette (ossia in profitto), si riduce in modo significativo. Bisogna in questo caso guardare al valore complessivo del portafoglio, senza focalizzare l’attenzione sulle singole esposizioni.

Uso dei PAC – piani di accumulo

Invece di investire una grossa somma in un’unica soluzione, è preferibile entrare nel mercato gradualmente. Questo permette di mediare il prezzo di acquisto sfruttando i cali temporanei e riducendo l’impatto della volatilità. Una strategia operativa utilizzata molto spesso per investire durante la guerra e vista sempre più di buon occhio dagli investitori (soprattutto se principianti ed alle prime armi).

Il funzionamento di un PAC in tempi di guerra è molto semplice:

  1. ci si registra su un broker che permette di strutturare piani di accumulo di capitale;
  2. si selezionano gli strumenti finanziari che vogliamo utilizzare per comporre il PAC;
  3. si setta la frequenza (ossia ogni quanto vogliamo mettere a disposizione la somma di denaro) ed il capitale (ossia quale importo verrà sottratto in modo scadenzato);
  4. dando conferma il PAC verrà avviato e le operazioni di acquisto successive verranno processate in modo automatico.

Conviene investire durante la guerra?

La risposta breve è: sì, ma dipende dall’orizzonte temporale. Storicamente, i mercati azionari hanno dimostrato una capacità di recupero straordinaria. Dopo lo shock iniziale, spesso i listini iniziano a salire anche mentre il conflitto è ancora in corso, anticipando la ricostruzione e la normalizzazione. L’investitore intelligente è in ogni caso colui che modula il suo portafoglio sulla base del contesto storico, apportando variazioni e modifiche.

Conviene investire durante la guerra?
Conviene investire durante la guerra?

Tuttavia, “convenire” non significa che sia privo di rischi. Se l’obiettivo è il guadagno speculativo a breve termine, la guerra è un terreno minato dove si possono perdere capitali ingenti in pochi minuti. Se l’obiettivo è la crescita del patrimonio a 10 o 20 anni, i periodi di crisi bellica hanno storicamente rappresentato i migliori punti di ingresso per chi ha avuto il coraggio di investire mentre gli altri vendevano.

Investire durante la guerra oggi: pro e contro

La convenienza di investire durante la guerra resta soggettiva ed ogni investitore conosce la propria propensione e ciò che si aspetta dall’investimento. In linea di massima, è in ogni caso possibile ricordare alcuni potenziali pro e contro “generici”.

ProContro
Prezzi scontati: opportunità di acquistare asset di qualità a valutazioni inferiori rispetto alla media storica.Volatilità estrema: possibilità di subire forti ribassi nel breve periodo difficili da gestire psicologicamente.
Beni rifugio: l’oro e le materie prime offrono protezione reale contro l’inflazione bellica.Blocchi operativi: sanzioni e chiusure delle Borse (come accaduto a Mosca) possono congelare il capitale per tempo indefinito.
Rialzo tassi: spesso la guerra porta inflazione, che spinge le banche centrali ad alzare i tassi, favorendo i rendimenti obbligazionari.Rischio geopolitico: eventi imprevisti (escalation nucleare, colpi di stato) possono azzerare certi investimenti.
Conviene investire durante la guerra oggi – pro e contro

Investire durante la guerra: commento dell’esperto

L’errore più comune che vedo commettere è cercare di ‘indovinare’ il fondo del mercato durante un conflitto. Un investitore saggio non cerca di fare market timing, ma si concentra sull’asset allocation. In questo momento, la parola d’ordine è ‘antifragilità’: costruire un portafoglio che non solo resista agli shock, ma che possa in qualche modo trarne vantaggio attraverso la diversificazione e il ribilanciamento automatico.

F.G – Revisore esperto di Investireinborsa.org

Conclusioni

Alla luce di questo approfondimento e sulla base delle considerazioni poste, sei proprio tu a dover stabilire se investire durante la guerra conviene, o meno. Le scuole di pensiero possono essere differenti ed ognuno è libero di decidere se esporsi sui mercati (correndo anche i rischi del caso), oppure se aspettare periodi di calma e tranquillità (perdendo tuttavia l’opportunità di ottenere rendimenti ipoteticamente maggiorati).

Domande frequenti

Seguono alcune domande ricorrenti (FAQ) sulla convenienza di investire durante la guerra.

Conviene oggi investire durante la guerra?

Sì, anche investire durante la guerra può convenire, a patto di saper strutturare la giusta strategie e considerando sempre la volatilità e pericolosità dei mercati finanziari (o crypto).

Quanti capitali servono per investire durante la guerra?

Diversamente dal passato, ad oggi è possibile investire durante la guerra anche partendo da capitali molto bassi, ossia da 50 euro.

Ci sono rischi ad investire durante la guerra?

Sì, così come ogni investimento, anche esporsi sui mercati in caso di guerra comporta rischi da dover necessariamente considerare.

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  • Laureato in Economia e Management Internazionale, ha intrapreso fin da subito un percorso di crescita nel settore del trading e dei nuovi metodi di investimento online. Specializzato in revisione dei contenuti ed aggiornamento per posizionare con cura le pagine in SERP, in ottica SEO, predilige argomenti su sistemi di trading automatico, criptovalute, piattaforme e soluzioni per investire in Borsa.

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