Investire in borsa Tasse

Parliamo spesso di possibilità di guadagno in Borsa. Ma quanto finisce nelle tasche del fisco?

Oggi parliamo di un aspetto decisamente importante per chi vuole investire: come funzionano le tasse in borsa? C’è modo di risparmiare?

Oppure dobbiamo pagare necessariamente fino all’ultimo centesimo al fisco sui guadagni, senza poter scalare le perdite?

Il tema di oggi è proprio uno di quelli che i nostri lettori più avanzati, quelli che son partiti dai piani bassi e oggi invece fanno trading con successo ci chiedono da affrontare da tempo.

Ed è proprio per questo motivo che abbiamo scelto di affrontare l’argomento, parlando di una questione seria tanto quanto le scelte strategiche per investire in borsa.

NOTA: il più grande errore che puoi fare oggi è cominciare a fare trading (e preoccuparti delle tasse) senza andare effettivamente cosa stai facendo. Il conto demo di eToro è la migliore palestra che hai per la tua strategia e per le tue conoscenze nel trading.

Parleremo dunque di come pagare le tasse sui nostri investimenti in Borsa e di quanto si pagherà.

investire in borsa tasse - IMG by ©Investireinborsa.org
Tasse sull’investimento in borsa – alcuni consigli utili

Una guida, te lo preannunciamo, breve. Perché come sempre le soluzioni molto complesse dovrebbero essere gestite sempre dai professionisti.

Inutile cercare di fare gli azzeccagarbugli e fare di conto quando non se ne hanno le competenze. Soprattutto quando chi dobbiamo affrontare è una bestia molto difficile da domare, come appunto il fisco italiano.

I due grandi sistemi: amministrato e dichiarativo

Quando parliamo di tassazione dei proventi degli investimenti, ci riferiamo sempre e comunque alla tassazione capital gain, che è quella di riferimento per chi appunto ha questo tipo di proventi.

Le strade principali che è possibile percorrere sono due:

  • Regime Amministrato: è quello offerto tipicamente dalle banche e dal grosso dei broker diretti che operano in Italia. In questo caso tu non dovrai fare nulla (comodo, eh?), anche se ci sono delle questioni decisamente problematiche che riguardano questo tipo di sistema, che andremo ad analizzare più avanti;
  • Regime dichiarativo: dove dovrai essere tu a dichiarare quanto hai guadagnato con gli investimenti in borsa. Più scomodo, forse, ma come vedremo tra poco, decisamente più conveniente.

È il sistema, il secondo, al quale sei praticamente obbligato quando scegli broker CFD. Scegliendo ad esempio di operare con un broker come Capital.com (qui per testarlo in demo) dovrai procedere tu (o meglio, il tuo commercialista) alla dichiarazione di quanto hai guadagnato.

Come ripetiamo sempre però sulle nostre pagine, non sempre scegliere la soluzione più semplice è il modo migliore di muoversi. Ci sono dei vantaggi innegabili nel regime dichiarativo, che esploreremo più avanti.

Sì, ok. Ma quanto si paga?

Si paga il 26% sulle plusvalenze di tutti i titoli che sono trattati sulle piazze finanziarie. C’è poi un regime di favore del 12,5% per tutti i titoli di stato di paesi che non sono in blacklist.

Che vuol dire plusvalenza? Vuol dire la differenza tra il prezzo d’acquisto del titolo e quello di vendita. Ovvero quanto avrai effettivamente guadagnato dall’operazione.

Anche questo però è un discorso molto complicato, perché con il regime dichiarativo, dallo stesso conto, puoi bilanciare perdite e guadagni e pagare soltanto sulla differenza.

E questo è uno dei grandi vantaggi che sono offerti da esempio da broker come IQ Option (qui per una demo gratuita), broker che oltre ad offrirti la possibilità di usare il regime dichiarativo, ti permettono anche di:

  • avere 10.000 euro di capitale virtuale a disposizione per il conto demo;
  • aprire un conto reale con soli 10 euro;
  • aprire posizioni a partire da 1 euro.

Investire con i broker CFD, lo scopriremo tra pochissimo, è vantaggioso anche sotto questo punto di vista. E non solo.

Perché il regime amministrato piace tanto ai trader in erba

Il regime amministrato per la tassazione sui proventi di borsa piace tanto ai trader in erba… perché è semplice. Non c’è niente da fare, infatti.

Basta chiudere una posizione e vedersi accreditati i denari sul conto, dai quali è stata già sottratta la percentuale relativa alle tasse.

Una comodità che però ci può costare carissimo. Perché se è vero che anche con il regime amministrato puoi mettere a compensazione le minusvalenze fino a 4 anni, è vero altrettanto che puoi farlo solo sullo stesso conto.

Se dovessi avere più conti, non potrai spostare le minusvalenze dall’uno all’altro. Cosa che appunto possiamo invece fare, come vedremo tra pochissimo, con il regime dichiarativo.

Un altro problema grosso del regime dichiarativo è il pagamento immediato della plusvalenza.

Viene infatti trattenuta dal sostituto di imposta al momento della chiusura della posizione. E quei soldi che vengono trattenuti non possono essere reinvestiti.

Per questo continuiamo a preferire sistemi come quello dichiarativo, che è quello poi che ci viene offerto da broker come Trade.com (che qui puoi testare in demo), broker di grandissima qualità che permettono inoltre una gestione fiscale che, sebbene più difficile, è molto più conveniente.

I due vantaggi del sistema dichiarativo: ecco perché lo consigliamo

Scegliendo il sistema dichiarativo avrai sicuramente l’impaccio di doverti rivolgere ad un commercialista. Potresti fare da solo, ma ti sconsigliamo fortemente di farlo, perché il vantaggio economico potrebbe andare a svanire anche con un piccolissimo errore.

Perché preferiamo il regime dichiarativo, ovvero quello offerto dai broker CFD come eToro (che puoi anche scegliere in demo gratis qui).

  1. Puoi compensare tutte le minusvalenze, a prescindere dal conto di provenienza, il che vuol dire che ti troverai ad avere in molti casi dei risparmi fiscali importanti. Puoi anche giocare sull’omogeneità del titolo. Perché avendo solo CFD in portafoglio non dovrai affidarti alle tabelle fiscali per calcolare cosa può e non può essere messo insieme in compensazione;
  2. Tempistiche: guadagni oggi ma paghi nel futuro. E quei proventi puoi subito reinvestirli, senza che tu appunto debba lasciarli subito nelle mani del sostituto di imposta.

Non possiamo ovviamente calcolare per te quelli che sono i risparmi in relazione al tuo portafoglio, non avendo la sfera di cristallo.

Ma a fronte di una gestione mediamente più complicata, potresti trovare anche a risparmiare migliaia di euro in tasse ogni anno.

I migliori broker che ti offrono il regime dichiarativo

Tutti i migliori broker CFD ti offrono la possibilità di utilizzare il sistema dichiarativo, che è il più vantaggioso per le tasse da pagare sugli investimenti in borsa.

PIATTAFORME PER INVESTIRE

Tutti i broker che trovi elencati in questa tabella sono stati testati in primissima persona dal nostro staff e sui quali, come sempre, mettiamo la faccia.

Broker di grandissima qualità, che oltre ad offrirti vantaggi sulla gestione fiscale.

E se non ti senti sicuro su quale scegliere, non possiamo che consigliarti immediatamente di cominciare con un conto demo (ad esempio quello di eToro qui), che ti permetterà di investire anche con capitale virtuale, prima di prendere la tua decisione definitiva.

Noi consigliamo sempre un buon commercialista

Anche se pensi di essere in grado di gestire la cosa da solo, ti consigliamo sempre di rivolgerti ad un buon commercialista.

Il costo di un bravo professionista, con un volume di trading anche bassino, è comunque più conveniente del fare da soli rischiando di sbagliare.

Alla fine, quanto pagherò di tasse sulle mie operazioni in borsa?

Il 26% dei guadagni lordi. Potrai anche scegliere di inserire alcune obbligazioni statali con un regime di favore, ma il gioco spesso non vale la candela.

Non farti attirare soltanto dalla possibilità di risparmiare qualcosa fiscalmente. Perché quello che conta, sempre, è avere a disposizione dei titoli che possano offrirti i migliori rendimenti.

Pagare poi le tasse, sul guadagnato, non fa una grandissima differenza. Perché se un titolo rende il doppio di uno che è tassato alla metà, è sempre meglio investire sul primo che sul secondo!

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