Quanto Costa Investire in Borsa nel 2026?

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Quanto costa investire in Borsa? Uno degli errori più comuni che riguarda chi inizia oggi ad investire in Borsa mediante il trading, è quello di concentrarsi sul denaro senza riuscire a vedere tutto il resto che circonda l’attività di un vero trader. Quello che bisognerebbe capire è che talvolta non paga concentrarsi soltanto sulle potenzialità di profitto degli investimenti in Borsa.

Allargando il discorso, sarebbe necessario concentrarsi anche e soprattutto su altri fattori importanti, come i costi di questa attività, di cui vogliamo parlare nel prosieguo di questo elaborato. Se il primo obiettivo di un trader dunque deve essere quello di risparmiare sui costi del trading, grande importanza assumerà la scelta del proprio broker di fiducia.

Non tutti i broker infatti impongono gli stessi costi, anzi, vi sono dei broker che non chiedono proprio nulla ai loro trader. Cosa vuol dire? Che questi ultimi sono più convenienti degli altri? Non necessariamente. I costi del trading non vanno sottovalutati in ogni caso e di essi bisogna sempre tenere conto. Cerchiamo di capirne di più.

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Quanto costa investire in Borsa con il trading?

Diciamo subito che tutto dipende dalla metodologia di investimento che scegli di adottare. Vi sono delle strade da percorrere che non ti richiedono nemmeno un centesimo per le tue operazioni di investimento, mentre poi ci sono soluzioni per investire in Borsa molto più costose. Chi sceglie di investire online parte da un punto di vantaggio evidente ed indiscutibile.

Chiunque oggi decida di investire in rete infatti non è più soggetto ai costi ed alle problematiche tipiche del trading classico, quello fatto nella borsa del mondo reale, dove dovevi affidare i soldi ad istituti bancari o a broker in carne ed ossa, che per gestirli ti chiedevano parcelle pesantissime e ti oberavano di costi inutili (ad oggi eliminati dai broker online).

Costo per investire in borsa IMG by ©Investireinborsa.org
Quanto costa Investire in Borsa ?

Questa è una delle ragioni alla base del moderno successo del trading online. In pratica grazie all’abbattimento dei costi di gestione e molti altri aspetti vantaggiosi ulteriori, oggi questo si propone come la metodologia di investimento più conveniente e meno costosa mai vista.

I profitti che si possono ottenere facendo trading online non hanno nulla da invidiare a quelli che in passato si facevano investendo in modo tradizionale. Anzi, se possibile, oggi si può guadagnare addirittura di più rispetto al passato, anche se molto dipende dalle capacità del trader e dal capitale a sua disposizione.

Prima bisognava pagare gli altri per investire, mentre oggi puoi fare da te, comodamente seduto dalla poltrona di casa, come un vero professionista attraverso le piattaforme di trading online. Le possibilità che hai a portata di mano sono 2: o scegli di investire in social trading (il migliore servizio è quello di eToro – clicca qui) oppure puoi affidarti ai contratti per differenza ovvero il sistema famoso dei CFD.

Costi del trading online in CFD

Il discorso cambia nel caso dei CFD. I costi previsti per questi sistemi di investimento ci sono anche se sono contenuti e piuttosto trascurabili. Per commissioni si intendono quei compensi per il servizio ricevuto da corrispondere al broker. Le spese previste dai broker che operano online però non sono minimamente paragonabili a quelle che vengono imposte dai broker reali al di fuori di internet.

Veri costi di commissione non esistono neanche nel sistema dei CFD, ovvero non ti viene richiesto denaro per aprire e chiudere le operazioni, ma soltanto per restare a mercato. In particolare i broker ti chiedono di corrispondere dei costi di Spread.

I providers di trading di borsa online non chiedono quindi costi di commissione elevati, ma ricavano i loro profitti chiedendo uno spread. Ora vogliamo spiegarti in che cosa consiste questo costo e perché resta sempre molto conveniente a fronte dei guadagni che ti permette di ottenere. Lo spread è il differenziale tra il prezzo Bid ed il prezzo Ask ad esempio di una coppia di valute del Forex che tu intendi scambiare.

I broker non ti chiedono di versare i costi, ma semplicemente aggiungono in maniera automatica alle tue operazioni questi piccoli costi al fine di far fronte ai costi di gestione ed anche ottenere un piccolo ricavo per se, il che è anche lecito considerando che i dipendenti del broker e tutto l’indotto non sono certi intenzionati a fare beneficenza, ma hanno diritto a vedere i frutti del loro lavoro.

Questo costo equivale a pochi centesimi e viene addebitato una sola volta per operazione.

Per effettuare i calcoli sui costi di spread inoltre vi sono molti modi a disposizione. Noi ti consigliamo di recarti sul sito di un qualsiasi broker al fine di consultare la tabella che contiene i prezzi di Bid ed Ask in bella vista in modo tale che tu possa valutare lo spread per tutte le coppie di valute più importanti dei mercati.

Come potrai notare le coppie più importanti hanno dei costi di spread più bassi rispetto alle altre e quindi sono convenienti per investire, in ogni caso lo spread non supera mai i 10 pips ed inoltre parte sempre da un minimo di 2 pips per le coppie più importanti come l’Euro/Dollaro.

Cosa sono i Pips tramite i quali si calcola lo spread?

Viene misurato in Pips il più piccolo cambiamento possibile nel valore di una coppia di valute. Perché quindi i Pips sono così importanti per il Forex trading? Perché tramite essi si vanno a quantificare sia i profitti sia le perdite in un determinato investimento ed i costi di spread.

Un pip ha un valore differente per ogni coppia di valute, ma è possibile ottenere il valore di un pip tramite semplici calcoli matematici. Inoltre anche i broker per il trading online di CFD ti richiedono di sostenere dei piccoli costi al fine di prelevare il denaro dei tuoi profitti questi costi sono fissi e per fare in modo che non ti pesino molto ti basta prelevare più denaro possibile tutto insieme.

Ora certamente ti chiederai: ma se quelli sono soldi che ho guadagnato investendo perché debbo pagarci una commissione aggiuntiva?

Esistono alcuni brokers che non la applicano, eccone alcuni:

PIATTAFORME PER INVESTIRE

eToro

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Il nostro consiglio: prima di effettuare una richiesta di prelievo, controlla bene tutte le tipologie di prelievo disponibili.

Ci sono brokers che applicano una commissione solo per alcuni metodi di prelevamento come ad esempio neteller, skrill o la stessa paypal. Per esperienza possiamo dirti che il bonifico bancario resta sempre la miglior soluzione e, tranne rarissime eccezioni, è completamente a costo zero!

Costi di mantenimento del conto

Si tratta essenzialmente di costi non associati alla singola e specifica operazione di investimento, bensì al mantenimento del rapporto con l’intermediario che hai selezionato (banca, broker e così via). Ne esistono di diverse tipologie, come ad esempio:

  • costi di inattività: alcune piattaforme di trading, anche molto note, richiedono una commissione (alcune volte mensile, altre semestrale) qualora il conto risulti inattivo per un determinato periodo di tempo (quasi sempre 12 mesi, ossia un anno);
  • costi di custodia ed amministrazione: le troviamo quasi esclusivamente in Banca, oppure presso uffici postali e si tratta dei costi legati al mantenimento del “conto titoli”, o “dossier titoli”, i quali possono arrivare a superare anche i 20 euro annui;
  • imposta di Bollo: devi considerare inoltre che nel nostro territorio è presente un’imposta di bollo fissa, pari allo 0,20% annuo sul valore di mercato totalitario del dossier titoli (viene applicata dall’intermediario).

Costi di gestione per investire in Borsa

Rientriamo in una categoria molto particolare, perché parliamo in questo caso di investimenti in Borsa su asset gestiti passivamente, o attivamente, come nel caso degli ETF (exchange traded fund), o Fondi Comuni. Questa tipologia di costo viene solitamente sottratta direttamente dall’ipotetico rendimento del fondo stesso. Tieni quindi bene a mente:

  • TER (Total Expense Ratio): si tratta del costo di gestione annuo ed è molto importante quanto consideri investimenti in Borsa su ETF (può essere espressa in percentuale e comprendere le spese di gestione, amministrazione, revisione e marketing dell’asset);
  • commissioni di ingresso e/o uscita: si applicano ad alcuni fondi al momento della sottoscrizione, o quando si vende (possono arrivare anche al 3-5% e devono necessariamente essere considerate nel computo della propria strategia).

Costi operativi generali

Quando investi in Borsa ci sono costi meno frequenti, ma che colgono molte volte gli investitori di sorpresa. Vediamone alcuni nello specifico:

  • costi di trasferimento titoli: qualora avessi l’intenzione di spostare il tuo dossier da un broker ad un altro, l’intermediario che cede potrebbe addebitare una spesa per singola linea di titolo);
  • costi di deposito e prelievo: seppur nella stragrande maggioranza dei casi i broker di ultima generazione offrono depositi a costo zero, alcuni potrebbero addebitare commissioni di prelievo, soprattutto qualora si superassero determinate soglie;
  • commissioni di connessione: specifici broker potrebbero addebitar una commissione mensile, o in modalità una tantum, per l’accesso e la negoziazione su specifiche Borse estere, o su mercati particolari.

Costi sulla tassazione e fiscalità

Come succede per ogni attività che comporta degli utili anche nel trading online bisognerà pagare le tasse sui profitti che si ottengono tasse da dichiarare e pagare allo stato italiano. L’aspetto molto positivo è che l’attività di trading online non è mai stata presa troppo di mira dalle varie legislazioni e di conseguenza non comporta dei costi eccessivi per quanto riguarda la tassazione.

Innanzitutto la cosa importante è che tu dovrai pagare le tasse soltanto se guadagni, se il tuo conto a fine anno è in pareggio o vi sono state delle perdite non devi pagare nemmeno 1€ di tasse e questo di per se è un grande vantaggio. L’aliquota richiesta dallo stato ammonta al 26% sulle plusvalenze ed in passato era addirittura più bassa, ma purtroppo le cose ora sono cambiate e bisogna pagare un po’ di più.

Per arrivare materialmente a pagare le tasse poi ci sono due metodologie in particolare:

  • Provvede il tuo broker personale: può essere direttamente il broker a detrarre dai tuoi profitti l’aliquota in maniera automatica e versare i contributi all’Agenzia delle Entrate, ma solo nel caso che sia ritenuto sostituto d’imposta;
  • Con la dichiarazione dei redditi: il calcolo di ciò che devi versare dovrai farlo tu stesso, ma la procedura è più semplice di quanto tu possa pensare. Devi fare un bilancio di tutte le operazioni effettuate durante l’anno, con il segno più indicherai i profitti con il segno meno le perdite, il tutto negli appositi campi della dichiarazione dei redditi. Non preoccuparti comunque anche perché i broker offrono tutta la documentazione necessaria che puoi consegnare al commercialista che a quel punto provvederà da se a fare la dichiarazione.

Considerazioni finali

Come ti abbiamo dimostrato i costi del trading online sono sostenibili facilmente ed operare in Borsa è finalmente diventato conveniente, quindi cerca sempre di tenere il tuo bilancio di entrate ed uscite, cerca di capire quanto devi pagare di tasse o di spread, ma ricorda sempre che una volta fatto questo l’unica cosa che dovrai fare sarà pensare come spendere i ricavi provenienti dalle tue operazioni di trading.

Domande frequenti

A seguire, trovi alcune domande ricorrenti (FAQ) su quanto costa investire in Borsa.

Quanto costa investire in Borsa in Italia?

Sulla base dello studio condotto dai nostri esperti, i costi principali includono le commissioni di negoziazione del broker, l’Imposta di Bollo dello 0,20% annuo sul dossier titoli, lo Spread e l’aliquota fiscale del 26% sulle plusvalenze.

È possibile investire in azioni senza commissioni?

Sì, molti broker offrono commissioni zero per azioni ed ETF, ma è fondamentale verificare i costi aggiuntivi come lo spread sul tasso di cambio e le imposte governative obbligatorie.

Quali sono i migliori broker per investire in Borsa a basso costo?

Alcuni dei migliori broker per investire in Borsa a basso costo sono eToro, Pepperstone, ActivTrades, FP Markets ed AvaTrade.

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  • Alessio Ippolito è un imprenditore digitale dal 2008, Popular Investor Champion eToro, autore bestseller Amazon e giornalista iscritto all'Odg del Lazio dal 2022: ha fondato della ALESSIO IPPOLITO S.R.L. Editore, società proprietaria di Investireinborsa.org di cui è direttore responsabile e revisore senior dei contenuti. Noto per essere ideatore e direttore responsabile della testata giornalistica Criptovaluta.it® e di TradingOnline.com®.

1 commento

  • Buongiorno
    Dopo un investimento importante chiuso da poco ho portato nel mio credito più di cento mila euro
    C’è un particolare, il broker mi chiede dei soldi che a suo dire servono per effettuare il bonifico del credito sul mio conto bancario
    Chiedo !! È normale ?

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